Poi ,l'ex Primate di Polonia, il cardinale Glemp, Lercaro, Koening, Sepe, Shonborn, Dziwisz ex segretario di Giovanni Paolo II, , il Patriarca Ortodosso della Chiesa russa Kiril, monsignor Oder, postulatore della causa di Giovanni Paolo I I e tanti altri.

Durante il colpo di stato dei colonnelli greci a Cipro, il 15 luglio del 74, incontro un grande personaggio, del quale poi divento amico : l’Arcivescovo ortodosso cipriota .Makarios, il quale dopo essere sfuggito alla cattura da parte dei colonnelli greci, riconquista il potere sull’isola ed io sono testimone della sua riscossa.

Chi mi colpisce moltissimo per la sua straordinaria personalità, è Madre Teresa di Calcutta, che incontro nel convento al Palatino di Roma. Mi chiede cortesemente di non fare riprese televisive e neppure foto, perché è già colpita dalla malattia, ma rimane sempre sorridente e determinata. Una donna singolare per la sua Fede pragmatica, tanto da diventare Santa.

Ancora oggi seguo con grande attenzione gli eventi della Chiesa cattolica, lo sviluppo dell ‘Islam, l’attività della Federazione Mondiale della Pace del reverendo coreano Moon, le avventure dell’ineffabile monsignor Milingo e la difficile situazione del Patriarcato Ortodosso a Costantinopoli .

 

 

 

L’INIZIO DELLA CARRIERA

L’11 settembre del 1950, il “ Corriere dello Sport” pubblica il mio primo articolo firmato. Ho soltanto 17 anni, quando debutto, sia pure al settore sportivo, nel mondo del giornalismo italiano.

Devo tutto ad un paziente maestro che si chiamava Agostino Panico, capo della redazione napoletana del giornale.

   

Poi faccio il grande salto al quotidiano napoletano “ Il Mattino “, dove trovo ottimi maestri come Giovanni Ansaldo,Gino Palumbo, Franz Guardascione ed Aldo Bovio.

A 20 anni, già sono” inviato” del quotidiano e realizzo importanti interviste :

 

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Dopo appena due anni, mi rendo però conto che è giunto il momento di tentare la grande avventura professionale e decido di emigrare negli Stati Uniti, con una borsa di studi , offertami dall’Università Battista” Holy Spirit “ di Carson City, nello stato del Nevada .Contemporaneamente allo studio, cerco d’inserirmi nell’ambiente giornalistico americano . Dopo la laurea, mi trasferisco coraggiosamente a New York, dove riesco a trovare un posto come ricercatore di notizie europee, presso le due più prestigiose riviste americane, TIME e LIFE.

Nel giro di pochi mesi, divento inviato dei due settimanali statunitensi ed a Napoli riesco ad intervistare il grande gangster Lucky Luciano, deportato in Italia dalla giustizia americana.

E’ un colpo straordinario, perché fino all’aprile del 1960, questo temibile personaggio ha già cacciato ,in malo modo, dalla sua casa napoletana almeno una cinquantina di giornalisti americani.

Qualche tempo dopo, quando Lucky Luciano muore a Napoli, riesco ad intrufolarmi nel suo corteo funebre e mi ritrovo in un gruppo di gangsters italo-americani, capeggiati da Joe Adonis, venuti espressamente dagli Stati Uniti per rendere l’estremo saluto all’amico scomparso.

Proprio grazie a questa fortunata intervista, quando rientro negli Stati Uniti, vengo chiamato dall’ABC TV News , una delle tre reti radiotelevisive più importanti d’America .Cercano un giovane giornalista coraggioso, con passaporto non statunitense, disposto ad andare in Medio Oriente ed in Asia, dove ci sono grandi conflitti. Così, la mia carriera corre veloce, grazie anche a due preziosi incontri : il produttore delle news John Secondari ed il direttore per il Mediterraneo della stessa rete ABC, Jack Casserly.

Comincia così la mia grande avventura d’inviato di guerra “, insieme alla copertura delle più grandi catastrofi di quel periodo. Lavoro con due indimenticabili cameramen : Bill Hartigan e Joe Falletta .Con loro sono pronto ad affrontare il Vietnam e l’infuocato Medio Oriente e tanti altri terribili avvenimenti in giro per il mondo.

Imparo tantissimo da altri grandi inviati americani dell’ABC News come Bill Sheehan, Lou Cioffi e Peter Jennings, con i quali ho la fortuna di lavorare, specie durante le guerre medio-orientali

Invece, sempre negli Stati Uniti, ho un grande maestro della radio, Bob Considine, ritenuto il migliore giornalista dell’epoca , perla sua straordinaria capacità di raccontare..

Poi , l’avventura americana si conclude, perché decido di ritornare nella mia Patria. Rientrato a Roma, trovo subito lavoro, perché, il direttore dell’”Europeo”, Renzo Trionfera, mi chiama a sostituire Oriana Fallaci, che ha lasciato il giornale e così per il prestigioso settimanale italiano, metto a segno molte importanti interviste in Medio Oriente.

Conclusa la mia collaborazione all’”Europeo” , vengo chiamato alla Rai, dove il direttore del Giornale Radio, Vittorio Chesi mi affianca subito alla grande giornalista Pia Moretti, che cura il programma “ Voci dal Mondo “.
Subito ,mi distinguo per le mie interviste al dottor Albert
Schweitzer in Africa, a Ben Gurion fondatore dello stato d’Israele, al presidente romeno Ceausescu, al primo ministro indiano Javarlal Nehru, a re Hussein di Giordania, a Donna Rachele Mussolini. Ma il colpo più clamoroso, è l’intervista a Padre Pio, trasmessa nel popolare programma radiofonico della domenica .

Dal Giornale Radio Rai, passo ai programmi televisivi della RAI, diretti da Fabiano Fabiani, Emanuele Milano, Luciano Scaffa e poi Arrigo Levi, mi chiama al suo programma di grande successo “ Quel Giorno “. Tra l’altro, con un gruppo di giovani protagonisti, conduco un programma tv quotidiano per ragazzi, che si chiama “ Game !”

 

Sono esperienze straordinarie, ma sono affascinato dalla Radio e Gustavo Selva, nuovo direttore del GR2, RAI mi chiama subito, proprio perché cerca un “ inviato d’assalto “: Così, seguo quotidianamente “ gli anni di piombo “, il rapimento Moro, i vari terremoti in Italia, il tumultuoso Medio Oriente e l’Afghanistan ed anche i più grandi eventi in Vaticano..


Per i servizi sull’assassinio del generale Dalla Chiesa e di sua moglie, Emanuela Setti Carraro ricevo due prestigiosi premi nazionali . il “ Microfono d’argento “ ed il premio “ Chianciano

Ma , nel corso della mia lunga carriera , mi vengono assegnati altri 19 premi, tra i quali il “Saint Vincent “, il “ Città di Taranto “ quello della “ Radio Popolare “ ed ”Il segno del cronista .” Nel 2009, una giuria composta da 9 direttori dei più importanti quotidiani italiani, presieduti dal compianto Biagio Agnes, mi onorano con il “ Premio Amalfi” per” la mia prestigiosa carriera di giornalista radiofonico.” Nel 2011, l’Ordine dei Giornalisti, mi assegna la targa per i miei cinquant’anni e più di attivissima professione .

Una delle più singolari avventure , la vivo con il famoso esploratore degli abissi, Jacques Piccard il quale m’invita a fare una” diretta radiofonica “, dal suo piccolo batiscafo, a 45 metri sotto il lago di Garda. Stiamo quasi per toccare il fondo, quando una paratia del mini-sottomarino, comincia a gocciolare e Piccard, serafico, mi chiede : “ Lei sa nuotare in apnea ?” Inutile dire che risaliamo subito, ma certamente ricordo ancora quell’episodio, più delle varie guerre e rivoluzioni , di cui sono stato attento testimone.

Ma l’intervista più originale della mia vita, anche se “ unilaterale”, la realizzo con un’elefantessa nella savana del Kenia. L’operatore Massimo Coconi crede che io sia uscito di senno, perché avvicinare un animale allo stato brado è pericolosissimo. Ma io dimostro che anche bestie di quelle dimensioni, diventano docili , se hanno la sensazione che non si vuole fare loro del male.

Sempre con Massimo Coconi, andiamo ad intervistare una donna favolosa, nota in tutto il mondo, Kuki Gallmann, che in Kenia si batte contro i cacciatori di elefanti e di rinoceronti. Tra l'altro, autrice di un best seller mondiale.

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